domenica 13 maggio 2012

avanzi che brillano più di tanto altro

Venere in pigiama


Uno sguardo verso terra
può essere il più dolce dei rifiuti
allo scorrere
di altre vite


Suoni già registrati
su nastri catalogati in cabine di doppiaggio
sono quelli che dai vostri arti
agitati
escono fuori
come giovani famiglie
in gita la domenica.


E' alta stagione
per le mie stanze d'albergo.
Si può sentire la pelle
dalla hall
ribadire
<siamo pieni>





lunedì 19 marzo 2012

grass

he grabbed my thumb and led me away from the accident. there was no point in watching any more, still i was reluctant to move. "we have to go find the others" he said. he never looked straight at me. we walked in the grass, around the shack and down to the stream. for some reason, i had never walked down there before. we went into a concrete tunnel, dark but warm. a part of a noise was leaking from the ceiling. now there was that musik again. he sat down and heard me do the same. "finally we are no one" he said.

per certe cose non esistono mezze misure. per sentire i mùm non basta mezzo me, e mai il mezzogiorno!. in a manner of speaking dei nouvelle vague. gianluca mi dorme nella stanza accanto. risento il l'aria fredda e il silenzio di villa, terza genitrice. pezzi mancanti che a volte tornate, pezzi mancanti che a volte tornare - state ancora un po' con me.

giovedì 8 marzo 2012

riconoscenza

il senso della realtà è un bene di incalcolabile valore e la maggior parte delle persone ne sono sprovviste e forse meglio così.




Ci sono giorni, semplicemente, in cui abbraccio il dolore di tutta un'umanità. Non do importanza alla coscienza delle mille angolature. Punto il dito su un lembo sapendo dell'appartenenza che ci lega - e mi nutro di dolori.



lunedì 27 febbraio 2012

What's so bad about a little pain?

A volte
mi stacco da me
e divento un vuoto
d'aria,
per un secondo che
in solitudine scavalca la memoria.


Poi corteggio quell'assenza
a distanza.
E lei mi punisce
quasi fosse un reato
non rispondere all'appello del tempo
dichiarando desideri ed aspettative


Nel vuoto inizia a girare un mulinello
d'aria  
in rivolta
nomade.
La sua casa è il mondo
e io sono la sua casa.


What's so bad about a little pain? I feel like it kills me.



venerdì 24 febbraio 2012

spermatozoi schizzanti


Atom heart mother dei Pink Floyd ha qualcosa che non ha nient'altro. E amo quel qualcosa.
Amo vedermi sdraiato nel pandino, sormontato da cose più grandi di me, ma estasiato dall'invasione.

domenica 22 gennaio 2012

it is far harder to kill a phantom than a reality

Ieri sera sono andato in uno di quei cinema definiti "d'autore", anzi, questo in particolare si autodefiniva un tramite per la riscoperta del tesoro che è la filmografia di certi autori che non dovrebbero mai tramontare. Un proposito molto nobile e sicuramente poetico, se non fosse che proprio ieri sera la spia d'accensione di un radar del tutto personale, segnava verde. Non sto certo qui a farne una questione di soldi, ma credo semplicemente che certe contraddizioni servano ad arricchire la poesia, se l'intenzione è finalizzata alla poesia, mentre altre ne rivelano tristemente la sua natura marcia. Dieci euro, ebbene sì, ma soprattutto non v'era modo di risalire al prezzo prima di udirlo dal simpatico proprietario. Bisogna essere davvero ben disposti per vedere della poesia in questo ed evidentemente io non lo ero abbastanza! Non lo ero neanche per vedere un film con l'attenzione che merita, in questo caso Miracolo a Le Havre che, ironia del caso, non è datato neanche un lustro.
Quando mi sono seduto in sala ero decisamente infastidito e per tutta la durata del film al posto dei miei c'erano  gli occhi di un bambino distratto: ho visto molti colori, colto sguardi e ascoltato qualche volta - tanto basta per averne una memoria, del suo spirito quantomeno. A fine film, nonostante tutto, ero soddisfatto di aver risucchiato tutta la parte logica, perché cosciente che non avrebbe avuto spazio. Siamo usciti di corsa, io e M. e siamo riusciti a prendere il tram per chiuderci ognuno nel suo silenzio.
Non è stata certo la serata della vita. Io con un gomitolo a tinta tripla che nonostante i tentativi non si trasformava in qualcosa che potesse riscaldare, lei col suo calore auto.indotto dal terrore. Intorno a noi nidi a due piazze, paia di sorrisi visti in vetrina, paia di cosce riempite di miele che si sovrapponevano.
Ho preso sonno alle 3, umido di saliva.

mercoledì 11 gennaio 2012

you have to be.

23 Dicembre 2011


<E' uno strano natale, questo. Il mio corpo non pesa quintali e di conseguenza non sprofonda tra le terre originari, allora mi ritrovo improvvisamente legato a quello che ero (sebbene poi mi sia impossibile averne un'immagine realistica e obiettiva). Come ho scritto alle appendici di questo nuovo quaderno dei pensieri, vorrei ritrovare il rumore del silenzio - e il suo peso. Per rendere possibile questo c'è bisogno del rumore del frastuono a fare da contraltare, definendo anche ciò che esso non è. Forse s'è accumulato troppo silenzio nei miei giorni e il suo rumore è stato inghiottito al momento della rivelazione della sua natura più essenziale.
Questi tre mesi in cui ho scritto così poco mi sembra di non averli vissuti. Il dolore non è mai stato dolore e la mia vita, in questa terra di mezzo in cui sono, mi vede scalciare di un orgoglio arrugginito e sfiduciato, o forse, peggio ancora, un orgoglio che in mano all'affermazione si è venduto gli ideali. Combatte, ma alleato dell'avversario.
-Il mondo è una trappola allora preferisco intrappolarmi da solo - scrivevo qualche mese fa e penso ancora sia una grande intuizione. Vorrei un po' più di coscienza della follia che pervade il mondo, e la coscienza ha una sola fonte: l'appartenenza. Dovrei ricordarmelo più spesso. Non voglio assecondarmi assolutamente all'ordine prosciugato che l'uomo ne ha tratto per sopravvivere, questo lo so per certo.>

Un solo commento, dopo la rilettura di questo trafiletto. *A light here required a shadow there*